Gli IRRINUNCIABILI

Scrivere e illustrare per i bambini non è facile, ma è un’arte che ha prodotto dei capolavori. Scoprirli non è solo un piacere per gli occhi e per le orecchie, se letti con attenzione, ma un nutrimento sano per il cuore e la mente di adulti e bambini.

  • La storia si svolge nella città di Amburgo e inizia parlando di una gabbiana di nome Kengah, che con il suo stormo, durante il ritorno dalla migrazione, si dirige verso il golfo di Biscaglia, ed è pronta per deporre il suo primo uovo. Lo stormo si tuffa nel mare per mangiare delle aringhe, ma a un certo punto il capo-stormo impone un decollo di emergenza a causa di un pericolo. Kengah non recepisce l'ordine e si rituffa per prendere altri pesci, finendo per restare invischiata nel motivo

    del pericolo: una grossa macchia di petrolio, chiamata dai gabbiani “la peste nera". Kengah apre le ali per spiccare il volo ma la onda nera densa è più rapida e la sommerge completamente. La povera gabbiana, senza forze, riesce a raggiungere la città di Amburgo. La gabbiana precipita sul balcone di una casa, quella dove abita Zorba, un grosso gatto nero con una piccola macchia bianca sulla gola. Morente, la gabbiana usa le sue ultime energie per deporre l'uovo e chiede al gatto di farle

    tre importanti promesse:

    • di non mangiare l'uovo;
    • di averne cura finché non sarebbe nato il piccolo;
    • di insegnare al piccolo a volare.
    Zorba promette tutto questo e poi si reca al ristorante italiano per incontrare i suoi amici gatti, Colonnello e Segretario. Spiega loro della gabbiana e delle promesse. I tre amici decidono di andare da Diderot, un gatto intellettuale che possiede un'enciclopedia, per chiedergli come ripulire la gabbiana dalla

    macchia nera. Trovata la soluzione, cioè usare della benzina (che rubano a un distributore) si recano sul balcone di Zorba, ma trovano Kengah già morta e l'uovo che è riuscita a deporre.

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    Zorba rimase sul balcone, accanto all'uovo e alla gabbiana morta...Si sentiva ridicolo...Pensava a quando lo avrebbero preso in giro i due gatti rissosi se per caso l'avessero visto. Ma una promessa è una promessa, e così,...si addormentò con l'uovo bianco e macchioline azzurre ben strette contro il suo ventre nero.

    Luis Sepúlveda Storia di una gabbianella

  • Jeff Kinney Diario di una schiappa: la dura verità

    Greg Heffley, uno studente schiappa, deve affrontare la scuola media. Nei vari libri sarà protagonista di una serie di eventi con i suoi genitori e il suo migliore amico e compagno Rowley Jefferson. I temi dominanti sono l'amicizia, il rapporto con i genitori, il rapporto con i fratelli, gli esami scolastici, la recita, e alcune cotte. Si tratta di fatto si una serie di diari che Greg, convinto di diventare presidente una volta adulto, considera come "giornalini di viaggio".

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    Diario di una schiappa è una serie di libri per ragazzi scritta dall'autore statunitense Jeff Kinney a partire dal 2007. La serie ha avuto un grandissimo successo, superando i 150 milioni di copie vendute in tutto il mondo.

    Jeff Kinney Diario di una schiappa: la dura verità

  • Un letto è un letto, d'accordo, ma... avete mai provato a pensarlo come un'astronave, un sottomarino, un distributore di dolci, un prodigioso attrezzo per fare ginnastica? Una straordinaria filastrocca, una fantastica avventura creata da Sylvia Plath e proposta in italiano da Bianca Pitzorno, per tutti i bambini che non vogliono andare a dormire. In appendice, il testo originale, una ghiottoneria per gli adulti e un divertimento in più per quei bambini che già masticano un poco d'inglese.

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    Sylvia Plath A letto bambini

  • Bernard Friot il mio mondo a testa in giù

    Non si possono raccontare le storie di Friot, bisogna leggerle, magari ad alta voce. Sono veloci, ribelli, divertenti. Raccontano di maestri che finiscono negli acquari, di perfidi scherzi telefonici, di orchi cannibali. È il mondo adattato ai bisogni dei ragazzi, alle loro paure, alle loro conquiste. Racconti brevi, ironici, irriverenti, surreali, che trasformano le ansie e la rabbia dei bambini in storie esilaranti. Ascoltando le loro piccole grandi avventure e disavventure quotidiane, Friot

    - lunghi anni di insegnamento alle spalle - ha riunito un immenso materiale da cui nascono le sue celebri "Histoires pressées". Età di lettura: da 10 anni.

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    Non c’è che dire: "Il mio mondo a testa in giù" è il libro per i ragazzi che non amano la lettura, è il libro galeotto che fa innamorare tutti della lettura, di questa semplice arte di vivere la storia degli altri, che, in fondo, è anche un po’ la nostra, di viaggiare con la fantasia, di vedere colori della vita che in altro modo sarebbero invisibili ai nostri occhi,di sentir battere il cuore e, in questo specifico caso, di divertirsi in modo davvero pieno e soddisfacente.

    Bernard Friot il mio mondo a testa in giù

  • Il protagonista di questa storia è un bambino inglese che da piccolo rimane orfano di entrambi i genitori in un incidente d'auto, durante un viaggio verso Oslo. Nel testamento lasciato dal padre c'è scritto che dovrà stare a vivere con la sua adorata nonna, signora molto anziana e simpatica che fuma il sigaro. La nonna, a un certo punto, inizia a raccontargli delle malvagie streghe, donne apparentemente normali ma caratterizzate da una serie di bizzarre caratteristiche (portano sempre la

    parrucca perché hanno la testa calva, portano sempre scarpe a punta perché hanno i piedi senza dita, portano sempre i guanti perché hanno degli artigli al posto delle unghie, spesso hanno i denti azzurrini perché hanno la saliva blu e hanno gli occhi che cambiano colore), che hanno come unico scopo quello di eliminare tutti i bambini del mondo. L'estate passa, la nonna e il nipote ritornano in Inghilterra e il ragazzino riprende la sua vita da scolaro. Un giorno incontra per caso una strega

    e la riconosce, ma, essendosi arrampicato su un albero perché aveva capito con chi aveva a che fare, non scende, anche se la strega dice di volergli regalare un serpente. La nonna e il nipote progettano di tornare in Norvegia in nave per le vacanze, piano che viene annullato perché la nonna, poco prima della partenza, si ammala di polmonite e viene curata in casa. Una volta guarita, il medico consiglia alla signora di non fare grandi sforzi e passare l'estate in Inghilterra. La nonna e il

    bambino allora prendono una camera in un albergo inglese. Lì il protagonista riesce, di nascosto e per caso, ad assistere ad una assemblea dove sono presenti tutte le streghe inglesi, le quali fingono di essere membri della Reale Società per la Protezione dell'Infanzia Maltrattata e tengono l'annuale raduno con la Strega Suprema, il loro capo, una donna orribile con il viso in putrefazione (che nasconde dietro una maschera con il viso di una donna giovane e bella). Il bambino riesce a sentire

    il loro piano, cioè di eliminare i bambini inglesi trasformandoli in topi grazie ad una complicata pozione, il cui ingrediente chiave è una sveglia da impostare sull'ora a cui si vuole che il bambino si trasformi. Poco prima che la riunione si concluda, le streghe fiutano la presenza del protagonista, che viene scoperto e, tramite la pozione, trasformato in un topo, o meglio in un bambino-topo, cioè un topo con la capacità di parlare e pensare come un umano. Prima di lui anche Bruno, un

    altro ragazzino ospite dell'albergo, è stato trasformato in un bambino-topo dopo essere stato adescato come cavia. Il bambino corre subito dalla nonna, e insieme decidono di fermare le streghe ed elaborano un piano: rubare la boccetta della pozione nella stanza della Strega Suprema e trovare il modo di farla bere alle streghe, per trasformare loro stesse in topi. Il bambino-topo deve intrufolarsi prima nella stanza della Strega Suprema per rubare la pozione, e riesce a farsi calare dalla nonna

    nella stanza stando dentro a un calzino, e poi nella cucina per versare la pozione nel cibo destinato alle streghe. Dopo aver versato la pozione in una pentola di minestra arrampicandosi su una mensola, il protagonista riesce a scappare da un cuoco che si accorge di lui e cerca di ammazzarlo con un coltello, riuscendo solo a tagliargli la coda (e poi non riesce a fare più nulla perché il bambino-topo gli si arrampica su per i pantaloni), e le streghe inglesi e la loro regina vengono tutte

    trasformate in topi. Poco dopo la nonna gli rivela di aver telefonato all'albergo, fingendosi il Ministro degli Interni norvegese, per ottenere l'indirizzo della Strega Suprema, con la scusa di dover indagare sui misteriosi avvenimenti. Siccome tutti conoscevano la Strega Suprema come una donna giovane, elegante e raffinata, a causa della maschera dietro cui nascondeva il volto mostruoso, la nonna è sicura di aver avuto l'indirizzo del vero quartier generale, dove si possono trovare tutti gli

    indirizzi di tutte le streghe del mondo per poi riuscire a sconfiggere tutte le streghe e a salvare tutti i bambini del mondo. https://it.wikipedia.org/wiki/Le_streghe_(romanzo)   Il libro ha vinto il Premio Bancarellino nel 1988. Dal romanzo è stato tratto il film [[Chi ha paura delle streghe?| con Anjelica Huston,

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    Un racconto inquietante che vi farà sapere chi sono le vere streghe. Non quelle delle fiabe, ma quelle elegantissime, somiglianti a certe signore che probabilmente già conoscete. Come individuarle? Bisogna stare attenti a chi porta sempre i guanti, a chi si gratta la testa, a chi si toglie le scarpe a punta sotto il tavolo e a chi ha i denti azzurrini, perché tutto ciò serve a nascondere gli artigli, i crani calvi, i piedi quadrati, la saliva blu mirtillo s:apendo questo potrete evitare di venir trasformati in topi. Età di lettura: da 7 anni.

    Roald Dahl Le streghe

  • “Devi trovarti un lavoro, Cyril” disse di punto in bianco, un giorno a colazione, sua moglie Eudora. “Perché?” chiese Cyril alzando riluttante gli occhi dal libro avvincente che stava leggendo. “Perché non abbiamo un soldo” disse Eudora a voce altissima. “E' da settimane che non abbiamo un soldo. Ho debiti in tutti i negozi”. A Cyril sembrava che Eudora passasse il suo tempo a dirgli che non avevano soldi. D'altronde era vero che le cose si stavano mettendo male. C'era una

    stufa a petrolio nello studio di Cyril, dove lui passava tutto il suo tempo in compagnia dei libri; e una stufa a petrolio in cucina, dove Eudora passava tutto il suo tempo. Il resto della grande vecchia casa di Wimbledon era gelida. Ogni giorno Eudora rientrava dicendo che in un altro negozio ancora si erano rifiutati di servirla. In passato Cyril gustava molto la colazione. Mangiava diverse uova e piatti di salsicce, e fette e fette di pane tostato. Quella mattina l'unica cosa che si ritrovò

    davanti fu un piccolo cavolo lesso. A sentire Eudora pareva quasi fosse tutta colpa di Cyril, mentre lui in realtà faceva del suo meglio. Tuttavia, bramava di tornare al suo libro, e decise di rabbonirla. “Non preoccuparti, tesoro” disse, “tra poco tutto andrà bene. Sto scrivendo un nuovo libro”.

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    Cyril è un ometto di mezza età dal fisico un po' ridicolo e pieno di malanni e di fisime, che non riesce a guadagnare abbastanza per pagare il conto della luce e quello del droghiere. Ma... Qui nella giungla fa meglio di Tarzan: sgomina bande di malviventi, difendendosi nel frattempo dal Delirium elastica provocato (e da cosa se no?) dall'Albero della Gomma. Età di lettura: da 8 anni.

    Gathorne-Hardy Jonathan Cyril delle scimmie

N.B l’elenco non è ancora completo e sarà ultimato al più presto