Progetto e realizzazione del sito

In fase di progettazione del sito delle Biblioteche del Mandillo ci siamo posti anzitutto una domanda, forse la più banale in questi casi. Cosa vogliamo creare, per chi, perchè? La risposta, disarmante nella sua semplicità, è stata la seguente: un bel sito che piaccia prima di tutto ai bambini, ai ragazzi e ai loro genitori, ma non solo, e li motivi alla lettura dei libri. Che parli di ciò che cerchiamo di  fare con passione Pertanto un sito bello, funzionale, interessante, coinvolgente allegro e utile.

Obiettivi, utenza, piattaforma e contenuti sono i punti essenziali del nostro lavoro iniziale. La piattaforma scelta è WordPress, abbastanza semplice e di dimensioni contenute, ma facilmente espandibile con alcuni plug-in di terzi o in alcuni casi scritti o modificati direttamente da noi.

La nostra grande attenzione all’accessibilità dei contenuti secondo la normativa WCAG 2,0, unita ad un’attenzione ancora più mirata all’usabilità delle nostre pagine, ci ha portato ad utilizzare degli accorgimenti grafici per migliorare la percezione delle varie pagine e del sito nel suo aspetto complessivo.

Il sito presenta una rete di 11 biblioteche scolastiche, dislocate nelle frazioni di una zona di collina e bassa montagna nell’Entroterra Ligure di Levante; di conseguenza la prima esigenza era quella di mostrare al visitatore la collocazione delle singole biblioteche.

Il menu grafico che appare in alto in tutte le pagine comprende una serie di icone -attive e cliccabili- a forma di libro per consentire l’accesso alle informazioni sulle singole biblioteche (nome, logo, indirizzo e mappa di accesso).

Anche la “Home” ripropone la stessa funzionalità mostrando e utilizzando il logo della rete (il famoso mandillo1). In questo caso le icone dei libri -attive e cliccabili- costituiscono gli undici groppi (nodi) del mandillo (fazzoletto). Una ridondanza necessaria per consentire all’utente di ritrovare facilmente tutti i punti della rete.

Se il sito è rivolto in primis i bambini e ai ragazzi perché non coinvolgere gli stessi ragazzi all’interno delle pagine del sito? Si pensa inoltre di coinvolgere, anche iconicamente, le altre età che hanno iniziato a frequentare le biblioteche scolastiche in rete. Attualmente in ogni pagina l’immagine che appare nell’header (la parte superiore) cambia ogni volta che il visitatore sceglie con un click una qualunque voce dei menu e presenta la foto, scelta casualmente fra alcune, di due alunni, che leggono un libro, mentre alle loro spalle appaiono alcune frasi del racconto che stanno leggendo. Un altro gioco grafico intrigante e allegro. Il lavoro relativo alla realizzazione delle immagini non è stato facile, anche da un punto di vista fotografico, ma l’entusiasmo dei bambini ci ha ripagato di tutte le fatiche anche di quelle non banali in post-produzione.

Potevamo poi lasciare uno sfondo fisso con disegni statici? Certamente no. L’obiettivo era ambizioso e così, nello sfondo, altri studenti/lettori formano i fermalibri viventi di un ipotetico scaffale: ragazzi seduti su edizioni giganti, mentre leggono un libro, reggono con le spalle il “libro “ del sito. In questa ulteriore strategia grafica fa capolino Jonathan Swift, ma d’altra parte siamo o non siamo nel mondo incantato della narrativa?

Creare un sito e giocare è stato il nostro impegno prioritario e ogni cosa, dalle icone dei libri ad ogni singola immagine, è frutto di un lavoro autonomo.

Certo poi, come in ogni sito che si rispetti, abbiamo curato la scelta dei menu: “Finalità, Attività, Servizi, Attrezzature, Collezione, News, … ” sono solo alcune fra le voci presenti. La percezione delle informazioni, la coerenza dei simboli, la facilità di apprendimento della navigazione, la gradevolezza sono stati punti ineludibili nel progetto.

Uno studio attento dei fogli stile ha permesso non solo di separare la presentazione dai contenuti, ma altresì di scegliere attentamente i colori per garantire un buon contrasto tra il primo piano e lo sfondo al fine di migliorare la leggibilità.

Le breadcrumbs, il nostro chiodo fisso, consentono al lettore di navigare avendo sempre le informazioni necessarie sul “dove mi trovo, dove posso andare”.

Per il linguaggio di comunicazione il nostro sito di riferimento è sempre stato il mestierediscrivere di Luisa Carrada. La scrittura è stata la vera Cenerentola (torniamo alle favole) di Internet, stretta da una parte dalla programmazione e dalla tecnica, dall’altra dal predominio della grafica. Eppure imparare a scrivere per il web è particolarmente importante. Quindi pagine scritte con testi amichevoli, ma coinvolgenti, e con termini semplici fruibili dalla nostra utenza e ricchi di hotwords (parole sensibili cui è associato un link).

Certo non abbiamo trascurato la grafica: ogni immagine ha il suo testo alternativo, ma soprattutto non ci sono figure scaricate dalla rete bensì nostre immagini, scattate con le nostre macchine fotografiche.

E i video? Certo, ci sono, solo i nostri video fatti con e dagli studenti/lettori per i quali abbiamo anche vinto dei premi … Fanno eccezione a questa regola solo alcuni spezzoni di telegiornale dove si parla delle Biblioteche del Mandillo.

Abbiamo inoltre curato il SEO (search engine optimization) ottimizzando i contenuti in modo che appaiano in una buona posizione nei risultati dei motori di ricerca.

Abbiamo cercato, dove possibile, di ridurre lo scrolling delle pagine, un altro aspetto dell’usabilità curato con attenzione per consentire agli utenti di raggiungere all’interno del sito tutto ciò serve con facilità.

Il nostro sito è sempre in evoluzione per gli aggiornamenti necessari del CMS e per gli affinamenti che apportiamo con l’obiettivo di un continuo miglioramento del servizio.

1Mandillo è una parola greca che significa mantello, ma nei dialetti liguri l’accezione più comune del termine è fazzoletto. Nel mondo contadino c’era il mandillo da groppo (da nodo), dimensioni di circa 80×80 cm di colore blu a quadretti bianchi, ecologico, usato per portare la spesa essenziale e il cibo nei campi; talvolta anche per raccogliere i preziosi semi,  i funghi, le pigne, ecc. durante i propri percorsi quotidiani a piedi.

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